Grande gruppo mediatico cinese a Melbourne da liquidare

Autore: Daniel Y. Teng, The Epoch Times

Traduttrice: Dandan

Uno dei più grandi gruppi mediatici in lingua cinese dell’Australia – che ha legami con Pechino – è stato sequestrato dai liquidatori.

Ostar International Media Group, che ha la sede in Melbourne, gestisce otto stazioni radio in lingua cinese ed inglese, 11 giornali cinesi ed un programma televisivo online. Il suo programma più importante è la stazione radio 3CW in Melbourne.

Il proprietario del gruppo, il milionario Jiang Zhaoqing – o Tommy Jiang – ha rivelato di avere legami con il partito comunista cinese ed è stato invitato come ospite speciale nel 2011 per visitare Pechino e partecipare alla Conferenza consultiva politica del popolo cinese.

Ostar doveva 5,6 milioni di dollari, compresi 550.000 dollari, all’Australian Taxation Office, secondo il rapporto di liquidazione.

Il gruppo doveva anche fondi alle imprese di licenza dei media JLS Media (287.000 dollari) e Geelong Broadcasters (64.000 dollari). Inoltre, la Camera di commercio cinese del nord-est era debitrice di 100.000 dollari.

I media di Ostar sono noti per seguire una linea abbastanza favorevole a Pechino. Nel marzo 2020, un sito di notizie online di proprietà della Ostar ha difeso la gestione di Pechino del COVID-19 dopo che il parlamentare dello stato vittoriano Bernie Finn ha pubblicato una serie di post su Facebook che criticavano il regime cinese.

L’altro business di Jiang, Global CAMG Media Group, rimane comunque solvente.

Global CAMG è 60 per cento posseduto da Guoguang Century Media Consultancy, che a sua volta, è posseduto dal gigante cinese di proprietà statale di media, China Radio International (CRI).

Il capo dell’ufficio di Sydney di CRI, Li Dayong, ha lasciato l’Australia dopo essere stato presumibilmente interrogato dall’Organizzazione australiana per la sicurezza e l’intelligence.

Il sequestro di Ostar arriva dopo il rilascio di nuovi rapporti che rivelano la piena portata dell’influenza o del controllo di Pechino sui media in lingua cinese in Australia.

A dicembre, l’Australian Strategic Policy Institute ha scoperto che 12 dei 24 maggiori media tradizionali cinesi in Australia erano gestiti da dirigenti con legami con l’United Front Work Department, il principale organo di infiltrazione di Pechino all’estero.

Altri quattro punti vendita erano di proprietà diretta o ricevevano sostegno finanziario da Pechino.

Il rapporto ha completato le precedenti rivelazioni del massimo organo di intelligence australiano, l’Office of National Intelligence, che il PCC aveva influenza o controllo su due terzi dei media online cinesi.

L’ex ministro dell’Immigrazione Alan Tudge ha avvertito l’anno scorso che “informazioni maligne o propaganda” sono state diffuse attraverso i media etnici nel paese, compresi i punti vendita “controllati o finanziati” da attori statali.

Fonte: Major Chinese Media Group in Melbourne to Be Liquidated

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