l’ex presidente americano Trump voleva trascinare il Dr. Fauci davanti a una commissione presidenziale per fornire prove sul finanziamento del laboratorio di Wuhan sospettato di aver diffuso il COVID-19

Riferimento: New York Post
Da Sharri Markson / 5 giugno 2021

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L’anno scorso l’ex presidente dell’America Trump “non contento” dei rapporti dell’intelligence sul ruolo della Cina nella pandemia COVID-19 (il virus del Partito Comunista Cinese). Lo scorso maggio Fox News ha riportato che un dossier di ricerca compilato dalla cosiddetta alleanza di intelligence “Five Eyes” afferma che la Cina ha intenzionalmente nascosto o distrutto le prove dell’epidemia di coronavirus, portando alla perdita di vite in tutto il mondo.

Ora che finalmente sembra esserci un accordo bipartisan negli Stati Uniti sull’origine del virus, ritenere il PCC (Partito Comunista Cinese) responsabile è una certezza, perché quando il rapporto sulla verità sul virus uscirà tra 90 giorni, allora il PCC non potrà più continuare a scaricare la responsabilità. Anche i complici del PCC come Fauci negli Stati Uniti dovrebbero ricevere la legge insieme a loro.

Ecco una traduzione della storia del New York Post a cui si fa riferimento:

l’ex presidente americano Trump voleva trascinare il Dr. Anthony Fauci davanti a una commissione presidenziale per fornire prove sul finanziamento del laboratorio di Wuhan sospettato di aver diffuso il COVID-19.

Dr. Anthony Fauci

I piani avanzati erano in corso per la commissione presidenziale speciale, con un ordine esecutivo addirittura elaborato per ritenere la Cina e i suoi collaboratori responsabili e calcolare una fattura di risarcimento da spedire a Pechino (il governo del Partito Comunista Cinese).

I consiglieri anziani di Trump lo hanno dissuaso dall’idea mentre stava per essere annunciata, secondo i resoconti degli insider dettagliati in un libro di prossima uscita sulle origini del COVID-19, “What Really Happened in Wuhan” (“Cos’è successo davvero a Wuhan” in inglese).

In un’altra rivelazione importante del libro, i funzionari degli Stati Uniti sospettavano che la Cina (il governo del Partito Comunista Cinese) avesse sviluppato un vaccino per il COVID-19 prima dell’epidemia, con le affermazioni incluse in un rapporto interno “sensibile ma non classificato”.

Il libro rivela anche che il presidente americano Joe Biden ha scartato una spinta da parte dell’unità Arms, Control, Verification and Compliance del Dipartimento di Stato per affrontare formalmente la Cina a Ginevra sul suo insabbiamento del COVID-19 e sulle potenziali violazioni della convenzione sulle armi biologiche nel laboratorio di Wuhan.

E in una rivelazione destinata a mettere in imbarazzo la comunità dell’intelligence, le agenzie di intelligence degli Stati Uniti hanno chiesto consiglio sul fatto che il virus fosse zoonotico – derivato dai pipistrelli – o che potesse avere un’origine di laboratorio proprio agli scienziati che avevano trascorso 15 anni a lavorare a stretto contatto con l’Istituto di virologia di Wuhan, tra cui Peter Daszak di EcoHealth Alliance e Ralph Baric dell’Università del North Carolina in America.

L’ufficio del direttore dell’intelligence nazionale americana ha poi pubblicato una dichiarazione in cui si dice che il COVID-19 non è stato prodotto dall’uomo e non può essere stato manipolato geneticamente.

Quella conclusione è ora in dubbio, e Biden la scorsa settimana ha ordinato alle agenzie di intelligence degli Stati Uniti di indagare sulle origini di COVID-19 e di riferire in 90 giorni.

Riferimento

(Disclaimer: I commenti in questo articolo sono solo opinioni personali.)

Traduttrice: Ana, Revisore: Lorenzo

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